giovedì 9 agosto 2018

Pagellino di metà stagione: F1 2018. 2° parte


Ciao a tutti! Ecco a voi la seconda parte del pagellino della Formula 1 2018:

  • Nico Hulkenberg: 8. Ottimi risultati sin dalla prima gara della stagione. Un errore in Azerbaijan quando era quarto e due problemi meccanici in Austria e Spagna. Tralasciando queste tre gare, sta facendo una buonissima stagione e porta punti importantissimi per la scuderia francese.
  • Kevin Magnussen: 8. Pilota molto veloce alla guida di un Haas molto competitiva. Non molto amato nel paddock per il suo stile un po’ al limite ma è fatto così. Per buona parte della stagione è stato l’unico a portare punti per la Haas.
  •  Fernando Alonso: 8. Se guardiamo le aspettative di questa stagione per la McLaren, ci meraviglieremmo osservando l’ottavo posto di Alonso. Lui salva il poco che è salvabile di una macchina poco competitiva, telaio disastroso e quel confronto con Renault e Red Bull che, avendo lo stesso motore, sta ridicolizzando la scuderia inglese. Futuro in Indycar? Staremo a vedere.
  • Sergio Perez: 7,5. La situazione della Force India è a dir poco disastroso, è in amministrazione controllata, ora l’ha comprata Lawrence Stroll, il papà di Lance. Chissà chi sarà un pilota dell’anno prossimo… Buon risultato il podio in Azerbaijan e poi poco e niente, un 10° posto, un 9° e due 7°.
  •  Carlos Sainz: 7,5. A 23 anni rischia di non avere più un sedile in Formula 1.  Surclassato dal compagno di squadra, è in crescita nelle ultime gare. Speriamo di vederlo anche l’anno prossimo.
  • Esteban Ocon: 7. Va bene che la Force India è in una situazione pericolosa, ma non è quello dell’anno scorso. Quasi sempre a punti, ok, ma quasi sempre anonimo. Non bello il gesto con Hamilton a Monaco.
  •  Pierre Gasly: 7. O fa gare bellissime, o anonimo. 4° in Bahrein, 7° a Monaco e 6° in Ungheria. Sta vincendo completamente il confronto con il suo compagno di scuderia. Red Bull l’anno prossimo?
  • Romain Grosjean: 6,5. Se usa la testa può andare a punti e magari superare il suo compagno. Ma ogni due per tre è a muro e ciao gara. Ritiro in Australia (non colpa sua, quand’era quinto), ritiro in Azerbaijan a causa di un suo errore stupido, ritiro in Spagna (come può pensare di fare un 360° quando tutte le macchine vanno a 200 all’ora?!). Più calma e concentrazione.
  • Charles Leclerc: 8. Sta facendo vedere chi è. È un gran pilota, ma deve fare esperienza, soprattutto sul bagnato. 13 punti in 12 gare. Non male con un’Alfa Sauber. Dove l’anno prossimo? Haas o Ferrari? Forse Ferrari è un po’ prematuro, ma fra 2/3 anni potrebbe la scelta giusta.
  • Stoffel Vandoorne: 5. Otto punti in quattro gare e poi nulla. Zero. Surclassato enormemente dal compagno di squadra, gli hanno dovuto controllare tutta la macchina per vedere se c’era qualcosa di diverso. Montato un telaio vecchio, era nono dietro ad Alonso, ma poi il cambio si è rotto, e quindi ritiro. Deve far vedere qualcosa, se no l’anno prossimo rischia di non esserci in F1.
  • Marcus Ericsson: 5. 5 punti contro i 13 del suo compagno di squadra. Bottino troppo misero per permettergli la sufficienza. A punti solo in Bahrein, Austria e Ungheria, poi due undicesimi posti e briciole.
  • Lance Stroll: 3. 4 punti. 4 miseri punti. Va bene che la Williams non va bene, però qualche punto in più poteva portarlo a casa. Non è tutta colpa sua, però quando un polacco prende in mano la macchina, quest’ultima va molto più veloce…
  • Brendon Hartley: 2. Come i suoi punti. 2 punti contro i 26 del compagno. Adesso non è all’altezza e deve assolutamente migliorare, sia per lui, sia per il suo futuro e sia per la Toro Rosso.
  • Sergey Sirtokin: 1. Non a niente a che fare con la Formula 1. Mi dispiace dirlo, ma è così. 0 punti in 12 gare, mentre il suo compagno qualche punto l’ha fatto. Sempre, sempre e ripeto sempre anonimo, doppiato di due/tre giri a gara, e lento. 
Questa era la seconda parte dei pagellini dei piloti di Formula 1 2018. Domani uscirà l'ultima parte con i voti sulle scuderie.
A domani!

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